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NOTIZIE STORICHE DELLA PARROCCHIA E CHIESA DI NOVAGLIE



Si hanno notizie che nel 1529 e' parrocchia col rector.

L'attuale chiesa parrocchiale di Novaglie è stata costruita, fra gli anni 1824 e 1829, su progetto di Francesco Ronzani, noto studioso veronese di Michele Sanmicheli, nonché redattore della prima Bibliografìa sanmicheliana, insieme a Finali.

L'architetto Ronzani, infatti, dopo A.Pompei, A.Cristofoli e L.Trezza, ha rilevato tutte le fabbriche di M.Sanmicheli e i suoi disegni sono stati pubblicati nell'anno 1824.

Il riferimento agli studi intorno all'opera del Sanmicheli è abbastanza importante per individuare le radici culturali dei progetti sulla chiesa in esame.

In verità un primo progetto per la nuova chiesa di Novaglie era stato affidato, in precedenza, al più noto Luigi Trezza, come si può desumere anche da una tavola, ritrovata recentemente nella soffitta della canonica di Novaglie. Si tratta di un disegno manoscritto originale, firmato da Luigi Trezza e datato 1823, col titolo "Rifacimento della chiesa parrocchiale di Novaglie" nel quale compaiono uno spaccato trasversale e la facciata in una scala, restituita in piedi veronesi, riconducibile al rapporto 1:50.

L'impostazione e l'organizzazione spaziale sono ispirate al tempietto sanmicheliano, costruito all'interno della Villa della Torre di Fumane, del quale lo stesso Trezza aveva eseguito il rilievo e restituito, nel 1784, i disegni della pianta e degli alzati.

La stessa facciata principale, nella tripartizione irregolare, che sembra derivare dalla proiezione frontale di tre lati di un ottagono, e nella composizione del portale ad arco con le nicchie laterali, denuncia una chiara citazione dell'interno del tempietto nella visione frontale verso l'abside.

Evidentemente il progetto non trova attuazione a causa della morte di Luigi Trezza, avvenuta appunto nel dicembre dello stesso anno.

Si può ipotizzare che, immediatamente, Francesco Ronzani sia stato convocato per un incarico di nuovo progetto, come si evince dai disegni della pianta, dello spaccato longitudinale e della facciata, raccolti in un'unica tavola di progetto (conservata presso la Biblioteca Civica di Verona, ove sono visionabili tutte le tavole originali) datata appunto 1824.

Dal 1824 al 1829 vengono prodotti altri disegni riguardanti il battistero, le balaustre, la pavimentazione, i fregi e le inferriate e altri particolari costruttivi e stilistici fino alla prima soluzione dell'altare maggiore, in stile rigorosamente neoclassico. Questo progetto dell'altare non deve esse piaciuto poiché è stato sostituito da un successivo, datato 1834, in forme più liberamente composite e arricchite nella vivace policromia nel fronte anteriore, che corrisponde esattamente all'attuale, mentre nel prospetto posteriore si ritrovano le tracce del primo progetto.

Ronzani, per il quale questo progetto rappresenta il primo importante incarico professionale, trae ispirazione dal precedente progetto del Trezza anzi, nella parte presbiteriale e absidale, ne conferma alcuni tratti essenziali. Qui, infatti, si riconoscono le medesime scelte formali e stilistiche, sia nella triplice scansione a serliana dell'alzato, proposta nelle stesse proporzioni, sia nella scelta dell'ordine ionico nelle colonne interne e nelle paraste perimetrali, dal capitello all'intera successione delle modanature nella traveazione, sia, infine, nella conclusione in alto con le volte a vela e a botte.

Completamente nuova è invece l'impostazione spaziale dell'aula, che appare come una sala ipostila di base quadrata di dimensioni dilatate rispetto al presbiterio, del quale viene proiettata la dimensione trasversale nella maglia, pure quadrata, delle quattro colonne centrali poste a sostegno delle volte del soffitto.

La pianta centrale dell'unica navata, leggermente espansa in due cappelle laterali, si allunga molto verso est nel presbiterio e nel coro, ove sostituisce la precedente chiesa di minori dimensioni, e si proietta verso ovest con un pronao d'ingresso.

La crociera di forma greca, ottenuta prolungando sulle paraste di bordo gli assi delle quattro colonne intern all'aula, è sovrastata, nella parte centrale, da una cupola a calotta sferica, con decorazione interna a cassettoni, e da una serie di volte a botte e a vela nei bracci e nei quadri d'angolo.

Tutto ciò stabilisce una chiara trasgressione sui canoni adottati dal Trezza e trasferisce l'ispirazione ad un'altra opera del Sanmicheli, peraltro situata nello stesso interland foraneo veronese. Se, infatti, trasponiamo il quadrato nel cerchio e il pronao nel porticato avvolgente, possiamo ritrovare, con la coscienza dei differenti livelli di qualità architettonica, un'analogia con la chiesa di Madonna di Campagna, certamente ben presente nella preparazione culturale del Ronzani.

Una piccola appendice merita la vicenda della facciata. Questa, ridotta nel progetto ad un unico piano fra due paraste d'angolo, trasferiva, con maggiore forza e più marcato impegno formale, i caratteri architettonici ad un pronao esastilo di ordine ionico con timpano triangolare sulla trabeazione.

Tutti gli elementi erano approntati, per la loro erezione e il corrispondente assemblaggio, negli anni trenta di questo secolo, ma la seconda guerra mondiale ha impedito l'esecuzione dei lavori e i pezzi sono andati distrutti o trafugati poco dopo e pertanto gli interventi di finitura sono stati realizzati con una soluzione di compromesso, che riporta, in proporzioni modificate per l'aumentata dimensione della larghezza, la tripartizione, proposta dal Trezza, con quattro paraste di ordine ionico attorno al portale originario e il timpano triangolare sulla trabeazione.

STATO DI FATTO DELLA FABBRICA

All'impianto originario della fabbrica sono state, in epoche diverse, prodotte delle aggiunte come l'oratorio, ora utilizzato come cappella iemale, sul fianco meridionale del presbiterio, e la centrale termica, negli anni più recenti, sempre sul fianco meridionale sul filo della facciata. Quest'ultima non nasconde il carattere intrusivo nella complessiva componente d'immagine ma sembra aver conseguito un'accettabile conferma nella semplicità dell'impianto e nella, pur ingenua, mimetizzazione dei caratteri stilistici. Non così per il camino, che, nella scelta del materiale e nell'aspetto formale, denuncia tutta la sua difformità assolutamente irriverente e inaccettabile.

Anche all'interno, peraltro con maggiore frequenza, sono stati eseguiti interventi di modifica, di integrazione e di manutenzione, a cominciare dalla tinteggiatura della pietra di colonne e paraste per finire con le intrusioni provocate dall'installazione degli impianti, elettrico e termico, sotto le spinte delle "ragioni tecnologiche".

Le pitture e le decorazioni di pareti e volte, con una frequenza trentennale, hanno subito modificazioni sulla base degli indirizzi correnti del momento, più o meno qualificati, in ordine al cosiddetto gusto pittorico, che hanno steso una consistente stratificazione probabilmente rintracciabile con un'attenta indagine.

Nel 1987 (parroco don Alfonso Anoardo) è stato restaurato l'organo, opera risalente al 1910 di Domenico Farinati, da parte dell'organaro Diego Bonato. La spesa era stata di Lire 20 milioni più iva.

Dell’architetto Luciano Raineri il progetto di adeguamento a norma di legge dell’impianto elettrico e di illuminazione interna nel 1997 con parroco don Antonio Facci.

Nel 2012 sono terminati i lavori di restauro delle strutture adiacenti la chiesa parrocchiale: al piano terra l'aula Paolo VI e al primo piano le aule di catechismo, promossi da don Adrian Bulai.

Nel 2010 è stato completato il rifacimento della canonica patrocinata da don Cesare Ronconi.

Nel 2017 è stato completato da don Stefano Origano il restauro delle sei vetrate artistiche della chiesa iniziato con don Cesare Ronconi 

Domenica 22 Luglio 2018, al termine della S. Messa, si è svolta sulla piazza della chiesa una breve cerimonia per benedire e festeggiare l’ultimazione del restauro della lunetta collocata sopra il portale d’ingresso della chiesa. Restauro eseguito splendidamente da Federica Ganzarolli

 

Nell'agosto 2018 è stato terminato il restauro della cappella feriale.